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mercoledì 5 novembre 2008

REGGIO EMILIA, AMMATURO, POPOLO DELLA LIBERTA': PIU' GIUSTIZIA NELL'ACCESSO AI SERVIZI COMUNALI

A breve il Consiglio Comunale discuterà la mozione presentata dal Gruppo di Alleanza Nazionale – Popolo della Libertà (primo firmatario lo scrivente) volta a ristabilire un principio di equità tra italiani e stranieri nell’accesso ai servizi comunali.
Siamo partiti da un dato di fatto, meramente numerico: su 104 alloggi di edilizia residenziale pubblica, nel 2007, 69 (il 66%) sono stati assegnati a famiglie di italiani e 35 (il 34%) sono stati assegnati a famiglie extracomunitarie; ancora, su 1731 famiglie beneficiarie di contributo per l’affitto, nel 2007, 1.049 (il 60,6%) sono stati erogati a famiglie italiane e comunitarie e 682 (il 39,4%) sono stati erogati a famiglie extracomunitarie; infine i bambini con entrambi i genitori di cittadinanza non italiana frequentanti le scuole e nidi di infanzia comunali e convenzionati sono 412 su 3241 (il 12,7%) e raggiungono la ragguardevole percentuali del 33,7% nelle scuole statali (298 bambini su 884).
L’accesso ai servizi, in particolare nell’edilizia residenziale pubblica e nei nidi d’infanzia, avviene in Emilia Romagna in modo indifferenziato per cittadini italiani e stranieri con evidente danno per i primi dal momento che gli stranieri, in misura maggiore “disagiati” rispetto alla media delle famiglie italiane, accedono ai servizi in misura molto maggiore rispetto alla loro presenza sul territorio (il 12% circa dei residenti regolari del Comune sono extracomunitari).
Riteniamo però che l’integrazione degli immigrati non può e non deve essere perseguita e realizzata a danno dei cittadini italiani, innescando una “guerra tra poveri” italiani ed extracomunitari, come evidenziato anche dai recenti dati diffusi alla stampa da parte della Caritas che vedono sempre più italiani in difficoltà economica.
E’ necessario pertanto riequilibrare questa situazione che penalizza le giovani coppie e gli anziani italiani ed a tal fine proponiamo di procedere ad istituire graduatorie separate tra cittadini italiani ed extracomunitari per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, per l’accesso al contributo per l’affitto ed ai servizi educativi per la prima infanzia in modo da assicurare l’accesso ai servizi in maniera proporzionale alla percentuale dei residenti oppure si può attribuire il punteggio nelle graduatorie in base al numero di anni di residenza regolare o di anni di svolgimento di attività lavorativa nel territorio comunale; si può infine agire accordando una preferenza alle persone da più tempo in lista di attesa.
Non riteniamo la nostra proposta discriminatoria ma semplicemente volta a ristabilire un criterio di equità sociale a vantaggio di coloro i quali, nel corso degli anni e con il proprio lavoro, hanno contribuito a creare il sistema di welfare locale e che semmai si vedono preferiti gli stranieri appena arrivati ai quali il Comune con troppa facilità concede la residenza nel Comune.
Verificheremo nei fatti se il Partito Democratico locale, in particolare, saprà accettare la sfida su questo tema così delicato e così importante per il futuro dei nostri figli e agire di conseguenza.
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