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venerdì 6 febbraio 2009

AMMATURO, PDL, REGGIO EMILIA: UN SUCCESSO IL DISEGNO DI LEGGE SULLA SICUREZZA DEL GOVERNO BERLUSCONI

Esprimo viva soddisfazione in merito all'approvazione del disegno di legge sulla sicurezza da parte della maggioranza di centro-destra al Senato che prevede la facoltà per i medici di denunciare gli immigrati clandestini che vengono assistiti dal servizio sanitario nazionale.
E' stato così abrogato il divieto di denuncia previsto dal Testo unico sulla immigrazione approvato dal centro-sinistra nel 1998.
Altre questioni rimangono sul tappeto in merito al servizio di assistenza medica prestato agli stranieri.
Non è infatti accettabile che extracominuitari regolari con reddito da lavoro accedano al pronto soccorso per avere gli esami non urgenti prima (la richiesta del medico di base loro assegnato comporta tempi più lunghi) e magari senza pagare il Ticket cosa negata ad un lavoratore italiano; basta infatti che dichiarino un reddito minimo per non pagare; recentemente sono state fatti, come comparso sui giornali, accertamenti sulle dichiarazioni sul reddito di cittadini italiani, ma almeno sempre sui giornali non sono state fatte segnalazioni di riscontro di dichiarazioni mendaci da parte di stranieri, forse loro non sono controllati come sembra che accada per  quelli che viaggiano in autobus senza biglietto?
Vi è una struttura dell'AUSL che svolge il proprio servizio per stranieri che non hanno il medico di base, quindi clandestini (dato che L' AUSL fornisce l' assistenza del medico di base ai regolari): in questa struttura operano sanitari, ma pagati da chi? Se venisse risposto che sono volontari (cosa possibile) occorerebbe che si spiegasse  a carico economico di chi sono i farmaci prescritti  e le prestazioni strumentali e specialistiche.
Sempre più spesso accade, infine, al medico di medicina generale  che un suo assistito extracomunitario venga in ambulatorio con un familiare chiamato in Italia con permesso di qualche mese e con regolare tessera per quel periodo di assistenza sanitaria soprattutto per patologie importanti quali anche interventi. E' comprensibile che l'extracomunitario cerchi per il proprio familiare  una assistenza sanitaria che non ha nel proprio paese, ma se il fenomeno aumenterà (ed è prevedibile che aumenti  come è già successo nei paesi del Nord Europa ad alta assistenza medica come la Danimarca) potremo sostenere questo onere? E i cittadini italiani sono al corrente di questa reltà che incide sulla lora economia ma anche sui tempi di attesa per loro e per i loro familiari destinati a dilatarsi soprattutto per le persone più anziane?
 
Angelo Ammaturo
Consigliere Comunale P.d.L.
 
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