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giovedì 27 novembre 2008

AMMATURO, PDL: NASCE IL POPOLO DELLA LIBERTA' A REGGIO EMILIA


Reggio Emilia
Venerdì 28 Novembre 2008
Sala Convegni Amarcord
Via Martiri di Cervarolo 76
Ore 18.30
Convegno
Nasce il PDL a Reggio
Una sfida per le amministrative
Fabio Filippi
Emerenzio Barbieri
Massimiliano Camurani
Tommaso Lombardini

Al termine momento conviviale
Info e Prenotazione cena (costo 20 Euro):
Segreteria Cons. F. Filippi Tel. 051-6395036
E-Mail ffilippi@regione.emilia-romagna.it
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lunedì 24 novembre 2008

AMMATURO, PDL: IMPORTANTE INIZIATIVA SULLA GIUSTIZIA CON ON. A.M. BERNINI

Buon successo (v. cartella rassegna stampa) del convegno organizzato dal dipartimento Giustizia di An-Pdl (resp. Ammaturo) alla presenza del Presidente Provinciale di An-PdL, Tommaso Lombardini, e che ha visto la presenza dell'On. Anna Maria Bernini, Avvocato, professoressa associata di diritto pubblico comparato presso l'Università di Bologna, candidata alla Camera dei Deputati come esponente della società civile nelle file del Popolo della Libertà in Emilia Romagna.
E' componente della commissione affari costituzionali della Camera.
E' inoltre componente del comitato dei cento costituenti del Pdl, in quota ai trenta membri di Alleanza Nazionale.
Ha trattato dei numerosi provvedimenti adottati dal centro-destra in materia di giustizia in pochi mesi.
Dal decreto legge recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica (con le norme per contrastare l'immigrazione clandestina, pene più severe per chi guida in stato di ebbrezza, nuovi poteri ai sindaci, maggior certezza della pena rendendo più difficile sospendere l'esecuzione della pena) al disegno di legge collegato (con lo stop ai matrimoni di convenienza, norme più severe per la tutela del decoro urbano, il reato di immigrazione clandestina, norme più severe per i trasferimenti di denaro all'estero).
Ha poi illustrato il disegno di legge n. 1441 bis, approvato dalla Camera (di cui l'On. Bernini è stata relatrice) ed ora all'esame del Senato, che modifica profondamente il codice di procedura civile al fine di rendere più celere il processo civile nell'interesse dei cittadini e delle imprese, semplificando la procedura, eliminando la possibilità di eccezioni meramente dilatorie, valorizzando il comportamento processuale degli avvocati, introducendo la possiblità di rendere la testimonianza per iscritto senza la presenza in Tribunale del testimone e incentivando la soluzione conciliativa delle cause.
Ha poi illustrato la L. n. 181 entrata in vigore il 15 novembre ("interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario") che prevede il trasferimento d'ufficio, da parte del C.S.M., su proposta del Ministro della Giustizia, dei magistrati nelle sedi disagiate (tali quelle con una quota di posti vacanti non inferiore al 20 per cento dell'organico), attribuendo al magistrato una indennità ulteriore e una progressione più celere della carriera.
Poiché lo scoperto di magistrati del Tribunale di Reggio è pari al 40% dell'organico, la legge ben potrebbe applicarsi al nostro Tribunale e auspichiamo che il Ministro Alfano inserisca il Tribunale tra le sedi disagiate.
L'On. Bernini, dopo aver sottoscritto l'interpellanza parlamentare sulla situazione del Tribunale di Reggio Emilia, ha assicurato il proprio impegno in tal senso.
L'On. Bernini ha infine delineanto il percorso di costituzione del PdL che vede già costituito il coordinamento regionale del PdL, nei prossimi giorni verranno ufficilizzati i coordinamenti regionali ed infine entro il mese di marzo verrà celebrato il congresso costitutivo del PdL a livello nazionale.
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venerdì 14 novembre 2008

Dipartimento Giustizia AN-PdL

VENERDI’ 21 NOVEMBRE ORE 11:30
GRAND HOTEL ASTORIA – MERCURE
VIA L. NOBILI N. 2 – REGGIO EMILIA

IL POPOLO DELLA LIBERTA’
DALLA PARTE DEI CITTADINI:
I PROVVEDIMENTI
IN MATERIA DI GIUSTIZIA

Introduce
Dott. Tommaso Lombardini
Presidente Prov.le AN-PdL
Consigliere Comunale AN-PdL

Intervengono
Avv. Angelo Ammaturo
Responsabile Prov.le Giustizia AN-PdL
Consigliere Comunale AN-PdL

Relatore
ON. AVV. ANNA MARIA BERNINI

Componente Commissione Affari Costituzionali della Camera

Avvocato, Specializzazione in modelli extragiudiziali di composizione delle controversie (A.D.R.), Professore associato di diritto pubblico comparato
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martedì 11 novembre 2008

Reggio Emilia, sondaggio: Quali sono i problemi principali della città di Reggio Emilia?

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venerdì 7 novembre 2008

REGGIO EMILIA, AMMATURO, PDL: PIU' TUTELE PER I PADRI SEPARATI

Consiglio Comunale di Reggio Emilia
Gruppo consiliare
AN – Popolo della Libertà

Interrogazione a risposta scritta

I sottoscritti consiglieri comunali interrogano la Giunta, nella persona dell’Assessore competente per materia, relativamente al rapporto padre-figlio e nonni-nipoti in caso di separazione dei coniugi.
Premesso e considerato
che il Comune di Reggio Emilia è da tempo impegnato, finanziariamente e non solo, nell’azione volta a sostenere le donne soprattutto in sede di separazione dai mariti sia quando le stesse sono vittime di violenze e soprusi sia quando richiedono un semplice sostegno economico e supporto psicologico per affrontare la separazione;
che, al di là del dato meramente statistico, appare ugualmente opportuno intervenire a sostegno dei padri separati per tutelare il loro legittimo diritto a mantenere un sereno rapporto con i propri figli anche e soprattutto nell’interesse di questi che possono crescere avendo un rapporto con entrambi i genitori, pur nella conflittualità a volte aspra della separazione;
che, comunque, anche nella nostra provincia si sono verificati casi clamorosi di padri vittime della conflittualità che spesso nasce in sede di separazione come il caso dell’omicidio di Cavalletti di Reggiolo, padre separato e vittima di violenza;
che oggi si stanno radicando sempre di più nella società moderna nuovi modelli di aggregazione familiare, con una nuova e progressiva trasformazione dell’idea di famiglia dove i nonni, sempre di più, stanno tornando ad assumere un importante ruolo nella formazione educativa del minore. Di conseguenza, si assiste ad una sempre più frequente rivendicazione dei nonni del loro “diritto” di frequentare i nipoti; “diritto” che, soprattutto se è intervenuta una separazione tra i coniugi, è sempre più difficile esercitare (specialmente nelle separazioni con toni aspramente conflittuali, dove l’ex coniuge e la sua famiglia sono visti come un nemico da distruggere);
che il nuovo art. 155 c.c. stabilisce, infatti, che “anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi […] e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”.
che, quindi, entrambi i genitori devono dettare le linee guida nell’educazione dei figli, nel quadro generale di una crescita equilibrata del minore, anche se i coniugi stanno intentando una separazione personale; in questo quadro, sempre più spesso, non si può prescindere dal ruolo dei nonni che nelle famiglie moderne, dove la donna è sempre più impegnata nel proprio lavoro, assumono un ruolo di primo piano nell’educazione dei minori.

Tutto ciò premesso e considerato, si interroga la Giunta per sapere:

se il Comune di Reggio Emilia ha adottato politiche sociali volte a sostenere il sereno rapporto padre-figlio soprattutto in sede di separazione ed il rapporto nonni-figli;
quali contributi, diretti e indiretti, ed il loro ammontare sono stati erogati dall’inizio della presente consigliatura ad associazioni di tutela delle donne e quanti ad associazioni o organismi volti a tutelare il rapporto padre-figlio;
se il Comune di Reggio Emilia, in caso negativo, non intenda adoperarsi per colmare tale grave omissione.
Con osservanza.
Reggio Emilia, lì 3/09/2008
Angelo Ammaturo

Marco Eboli

Tommaso Lombardini
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CARENZA DEI GIUDICI IN TRIBUNALE A REGGIO EMILIA, INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI FOTI E BERNINI


La carenza di giudici al Tribunale di Reggio, al centro di una riunione degli avvocati nei giorni scorso e denunciata dallo stesso presidente Piscopo, arriva in Parlamento. Il consigliere comunale di An, e avvocato, Angelo Ammaturo ha infatti reso nota la vicenda ai deputati del suo partito Tommaso Foti e Anna Maria Bernini, che hanno depositato un'interrogazione al ministro della Giustizia Angelino Alfano.

Nel testo si ricorda come l'assemblea degli avvocati abbia deciso il "boicottaggio" dei giudici onorari, "in attesa che al Tribunale sia assegnato un numero di giudici adeguato al carico di lavoro che viene sviluppato e soprattutto in considerazione del fatto che a breve 6 giudici lasceranno il predetto Tribunale, senza che vi siano immediate possibilità di una loro sostituzione con altri giudici togati, mentre il personale amministrativo è sotto organico di ben 16 unità".

Nell'interrogazione si sottolinea che "a breve si profilerà una situazione di denegata giustizia presso il Tribunale di Reggio Emilia". Il testo ricorda anche che l'opposizione ai Got da parte degli avvocati "non nasce da una pregiudiziale sfiducia nei confronti di questa figura", che però non può avere la "preparazione e l'esperienza di un magistrato che ha superato un concorso". Quindi i due parlamentari chiedono al ministro della Giustizia "se e quali iniziative intenda assumere, con l’urgenza che il caso conclama, per impedire a breve la paralisi dell’attività nel Tribunale di Reggio Emilia, con negative conseguenze sia per gli operatori del diritto che per i cittadini".
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REGGIO EMILIA, MOZIONE DEL GRUPPO AN-PDL, PIU' CONTROLLI SULLE RESIDENZE AGLI EXTRACOMUNITARI

Mozione

Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia,
considerato
che a Reggio Emilia è presente un elevato numero di cittadini extracomunitari;
che molti di essi versano, ai sensi delle attuali leggi sull’immigrazione, in stato di irregolarità ovvero clandestinità;
che, in molti casi, ai cittadini extracomunitari è stata concessa la residenza nel nostro territorio comunale senza che, successivamente a questa concessione, venissero effettuati opportuni controlli sia sulla documentazione utilizzata per avanzare la richiesta di residenza, sia sulla effettiva residenza degli stessi, sia sullo status di regolarità o clandestinità in cui versano;
che si sono verificati episodi nei quali cittadini extracomunitari hanno dichiarato, ai fini della concessione della residenza, di abitare in locali locati a terzi presso i quali si erano recati a vivere, senza, peraltro, avvisare i proprietari degli alloggi;
considerato inoltre che appare estremamente negativo il fatto che sia possibile chiedere la residenza all’insaputa del proprietario dell’alloggio;
sottolineato che è parimenti stigmatizzabile il comportamento di coloro i quali affittano propri immobili a numerosi cittadini extracomunitari, non verificando, colposamente ovvero dolosamente, chi risieda effettivamente in tali immobili;
evidenziato che l’Amministrazione Comunale deve svolgere un ruolo di controllo sulla cittadinanza;
che la Polizia Municipale ha mezzi e strumenti per verificare il reale stato delle residenze nel territorio comunale;
che è imprescindibile, ai fini della sicurezza, della legalità e dell’equità sociale, un controllo sullo stato delle residenze a Reggio Emilia;
tutto ciò premesso,
impegna la Giunta
ad effettuare controlli sull’autenticità dei documenti presentati dai cittadini extracomunitari agli Uffici Pubblici per richiedere la residenza a Reggio Emilia;
ad effettuare controlli delle presenze di stranieri in appartamento, sfruttando momenti incrociati fra: contratti, utenze, consumi abnormi;
a verificare attentamente se esitano situazioni di affitto ovvero subaffitto contra legem di abitazioni a cittadini extracomunitari;
a segnalare alle Autorità competenti tutti le occasioni nelle quali vengano rilevati casi di extracomunitari irregolari ovvero clandestini, affinché queste attuino i provvedimenti previsti dalla legge sull’immigrazione;
a servirsi attivamente della Polizia Municipale, affiancandola alle forze della Polizia di Stato ed all’Arma dei Carabinieri, per reprimere ed arginare il fenomeno dell’immigrazione irregolare.

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mercoledì 5 novembre 2008

REGGIO EMILIA, AMMATURO, POPOLO DELLA LIBERTA': PIU' GIUSTIZIA NELL'ACCESSO AI SERVIZI COMUNALI

A breve il Consiglio Comunale discuterà la mozione presentata dal Gruppo di Alleanza Nazionale – Popolo della Libertà (primo firmatario lo scrivente) volta a ristabilire un principio di equità tra italiani e stranieri nell’accesso ai servizi comunali.
Siamo partiti da un dato di fatto, meramente numerico: su 104 alloggi di edilizia residenziale pubblica, nel 2007, 69 (il 66%) sono stati assegnati a famiglie di italiani e 35 (il 34%) sono stati assegnati a famiglie extracomunitarie; ancora, su 1731 famiglie beneficiarie di contributo per l’affitto, nel 2007, 1.049 (il 60,6%) sono stati erogati a famiglie italiane e comunitarie e 682 (il 39,4%) sono stati erogati a famiglie extracomunitarie; infine i bambini con entrambi i genitori di cittadinanza non italiana frequentanti le scuole e nidi di infanzia comunali e convenzionati sono 412 su 3241 (il 12,7%) e raggiungono la ragguardevole percentuali del 33,7% nelle scuole statali (298 bambini su 884).
L’accesso ai servizi, in particolare nell’edilizia residenziale pubblica e nei nidi d’infanzia, avviene in Emilia Romagna in modo indifferenziato per cittadini italiani e stranieri con evidente danno per i primi dal momento che gli stranieri, in misura maggiore “disagiati” rispetto alla media delle famiglie italiane, accedono ai servizi in misura molto maggiore rispetto alla loro presenza sul territorio (il 12% circa dei residenti regolari del Comune sono extracomunitari).
Riteniamo però che l’integrazione degli immigrati non può e non deve essere perseguita e realizzata a danno dei cittadini italiani, innescando una “guerra tra poveri” italiani ed extracomunitari, come evidenziato anche dai recenti dati diffusi alla stampa da parte della Caritas che vedono sempre più italiani in difficoltà economica.
E’ necessario pertanto riequilibrare questa situazione che penalizza le giovani coppie e gli anziani italiani ed a tal fine proponiamo di procedere ad istituire graduatorie separate tra cittadini italiani ed extracomunitari per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, per l’accesso al contributo per l’affitto ed ai servizi educativi per la prima infanzia in modo da assicurare l’accesso ai servizi in maniera proporzionale alla percentuale dei residenti oppure si può attribuire il punteggio nelle graduatorie in base al numero di anni di residenza regolare o di anni di svolgimento di attività lavorativa nel territorio comunale; si può infine agire accordando una preferenza alle persone da più tempo in lista di attesa.
Non riteniamo la nostra proposta discriminatoria ma semplicemente volta a ristabilire un criterio di equità sociale a vantaggio di coloro i quali, nel corso degli anni e con il proprio lavoro, hanno contribuito a creare il sistema di welfare locale e che semmai si vedono preferiti gli stranieri appena arrivati ai quali il Comune con troppa facilità concede la residenza nel Comune.
Verificheremo nei fatti se il Partito Democratico locale, in particolare, saprà accettare la sfida su questo tema così delicato e così importante per il futuro dei nostri figli e agire di conseguenza.
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